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	<title>69 - 'O mbruogl' int' 'o lenzuol'</title>
	<link>http://69.blog.teknusi.org</link>
	<description>Cimena e Colonne Sonore</description>
	<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 12:38:05 +0000</pubDate>
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		<title>Presentazione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 14:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cinematofracikos</dc:creator>
		
		<category>Senza Categoria</category>

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Oggi ancora sento in me uno di quei brividi dell&#8217;infanzia quando penso che in realtà io faccio dell&#8217;illusionismo, perché il cinema non esiste che grazie a una imperfezione dell&#8217;occhio umano, la sua incapacità di percepire separatamente delle immagini che si susseguono rapidamente e che essenzialmente sono simili…
Facendo un film mi rendo dunque colpevole di un [...]]]></description>
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<p><img src="http://www.cicibi.ch/rassegne05_06/bergman1/immagini/ingmar_bergman.jpg" alt="Ingmar Bergman" /></p>
<p>Oggi ancora sento in me uno di quei brividi dell&#8217;infanzia quando penso che in realtà io faccio dell&#8217;illusionismo, perché il cinema non esiste che grazie a una imperfezione dell&#8217;occhio umano, la sua incapacità di percepire separatamente delle immagini che si susseguono rapidamente e che essenzialmente sono simili…</p>
<p>Facendo un film mi rendo dunque colpevole di un imbroglio, mi servo di un apparecchio grazie al quale trasporto il mio pubblico, come su un&#8217;altalena, da un sentimento a quello opposto, lo faccio ridere, sorridere, gridare di spavento, credere a leggende, indignarsi, risentirsi, entusiasmarsi, eccitarsi o sbadigliare. Sono quindi un ingannatore, o - nel caso di un pubblico cosciente dell&#8217;inganno - un illusionista. Mistifico, avendo a mia disposizione il più prezioso e stupendo degli apparecchi magici che sia mai stato, nel corso della storia del mondo, in mano a un prestigiatore. C&#8217;è in questo (dovrebbe esserci, per tutti coloro che creano o sfruttano i film) la fonte di un insolubile conflitto morale.</p>
<p>(da: Tino Ranieri, Ingmar Bergman, Firenze, La Nuova Italia, 1974)</p>
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